Coelho Paolo - Monte Cinque

  • View
    219

  • Download
    0

Embed Size (px)

Text of Coelho Paolo - Monte Cinque

  • 8/6/2019 Coelho Paolo - Monte Cinque

    1/95

    Paulo Coelho

    Monte Cinque

    raduzione di

    Rita Desti

    rima edizione Bompiani marzo 1998

    erza edizione Bompiani giugno 1998

    Per A. M., guerriero della luce

    NOTA DELL'AUTORE

    Nel mio libro L'Alchimista, la tesi centrale contenuta in una frase che il re Melchisedec rivolge alastore Santiago: "Quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira perch tu la ottenga."A questo io credo fermamente. Tuttavia, l'atto di vivere il proprio destino presuppone una serie diappe che sono molto al di l della nostra comprensione, e il cui obiettivo sempre quello diicondurci al cammino della nostra Leggenda Personale: o di farci apprendere le lezioni necessarieer compiere il nostro destino. Penso di poter illustrare meglio ci che intendo raccontando unpisodio della mia vita.l 12 agosto 1979 mi addormentai con un'unica certezza: a trent'anni, stavo riuscendo ad arrivare alulmine della mia carriera come discografico. Lavoravo come direttore artistico presso la CBS del

    Brasile, avevo appena ricevuto un invito per andare negli Stati Uniti a parlare con i proprietari dellaasa discografica, i quali sicuramente mi avrebbero offerto tutte le possibilit per realizzare quantoesideravo fare nel mio campo. Certo il mio grande sogno, quello di scrivere, era stato messo daarte, ma che importava? In fin dei conti, la vita reale era molto diversa da come me l'erommaginata: non c'era spazio in Brasile per vivere di letteratura.

    Quella notte presi una decisione e abbandonai il mio sogno: dovevo adattarmi alle circostanze eogliere le occasioni. Se il mio cuore avesse reclamato avrei potuto ingannarlo, componendo testi

    musicali quando lo avessi desiderato e, di tanto in tanto, scrivendo su qualche giornale. Ero convinto,el resto, che la mia vita aveva preso una diversa rotta, ma non per questo era meno eccitante: un

    rillante futuro mi attendeva nelle multinazionali della musica.Quando mi svegliai, ricevetti una telefonata dal presidente: venivo licenziato, senza ulterioripiegazioni. Per quanto abbia bussato a varie porte nei due anni successivi, non sono pi riuscito attenere un lavoro in quel campo.

  • 8/6/2019 Coelho Paolo - Monte Cinque

    2/95

    Nel concludere la stesura di Monte Cinque, ho ripensato a questo episodio, e a tante altremanifestazioni dell'inevitabile nella mia vita. Ogni volta che mi sentivo completamente padrone dellaituazione, capitava qualcosa che mi faceva crollare. Allora mi domandavo: perch? Sar forseondannato ad arrivare sempre vicino, ma senza oltrepassare mai la linea dell'arrivo? E Dio pussere tanto crudele da farmi intravedere le palme all'orizzonte, solo per farmi morire di sete in mezzol deserto?

    Mi ci voluto molto tempo per capire che non era affatto cos. Ci sono cose che vengono poste nella

    ostra vita per ricondurci al vero cammino della nostra Leggenda Personale. Altre si presentano perarci la possibilit di mettere in pratica quanto abbiamo appreso. E altre ancora sopraggiungono perarci un insegnamento.

    Nel mio libro Diario di un mago, ho cercato di mostrare che questi insegnamenti non devonoecessariamente accompagnarsi a dolore e sofferenza: bastano disciplina e attenzione. Sebbeneuesta comprensione sia divenuta un'importante benedizione nella mia vita, non sono tuttavia riuscitocapire alcuni momenti difficili che ho attraversato, sia pure con tutta la disciplina e l'attenzione.

    Uno degli esempi il caso citato all'inizio: ero un buon professionista, mi sforzavo al massimo perare il meglio di me stesso, e avevo idee che ancora oggi considero buone. Ma l'inevitabile

    ccaduto, proprio nel momento in cui mi sentivo pi sicuro e fiducioso. Penso di non essere solo inuesto tipo di esperienza: l'inevitabile ha sfiorato la vita di ogni essere umano su questa terra. Alcunii sono ripresi, altri hanno ceduto: ma tutti abbiamo gi provato cosa significa sfiorare la tragedia.

    Perch? Per dare una risposta a me stesso, ho lasciato che Elia mi conducesse attraverso i giorni e leotti di Akbar.

    E aggiunse: 'Nessun profeta bene accetto in patria. Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israelel tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il

    aese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone."'Luca, 4, 2426

    PROLOGO

  • 8/6/2019 Coelho Paolo - Monte Cinque

    3/95

    All'inizio dell'anno 870 a.C., una nazione conosciuta come Fenicia, che gli israeliti chiamavanoLibano, celebrava quasi tre secoli di pace. I suoi abitanti potevano ben essere orgogliosi delle propriemprese: poich non erano politicamente forti, erano stati costretti a sviluppare una invidiabileapacit di commerciare, unica maniera per garantirsi la sopravvivenza in un mondo devastato daontinue guerre. Un'alleanza stipulata intorno all'anno 1000 a.C. con il re Salomone di Israele avevaoro consentito di modernizzare la flotta mercantile e di espandere il commercio. Da allora, la Fenicia

    on aveva mai smesso di crescere.suoi navigatori erano giunti in luoghi distanti quali la Spagna e l'Oceano Atlantico, e secondo alcune

    eorie, tuttavia non ancora confermate, avrebbero lasciato delle iscrizioni nel nordest e nel sud delBrasile. Trasportavano vetro, cedro, armi, ferro e avorio. Gli abitanti delle grandi citt come Sidone,Tiro e Biblo conoscevano i numeri, i calcoli astronomici, l'uso del vino, e usavano, da quasi duecentonni, un insieme di caratteri per scrivere cui i greci avevano dato il nome di alfabeto.

    All'inizio dell'anno 870 a.C., in un luogo lontano chiamato Ninive, era riunito un consiglio di guerra.Un gruppo di generali assiri aveva deciso di inviare iropri eserciti a conquistare le nazioni situate lungo la costa, sul mare Mediterraneo. La Fenicia era

    tata scelta come il primo paese da invadere.All'inizio dell'anno 870 a.C., due uomini nascosti in una stalla di Gileade, in Israele, attendevano dimorire nelle ore successive.

    PRIMA PARTE

    Ho servito un Signore che adesso mi abbandona nelle mani dei miei nemici," disse Elia.Dio Dio," rispose il levita. "Egli non disse a Mos se era buono o cattivo. Egli disse solo: Io sono.

    Egli dunque tutto ci che esiste sotto il sole: il fulmine che distrugge la casa, e la mano dell'uomohe la ricostruisce."

    Parlare era l'unica maniera per dissipare la paura. Da un momento all'altro i soldati avrebbero apertoa porta della stalla dove si trovavano, li avrebbero scoperti e offerto loro l'unica scelta possibile:dorare Baal, il dio fenicio, o essere condannati a morte. Stavano perquisendo casa per casa,

    onvertendo o condannando a morte i profeti.Forse il levita si sarebbe convertito e sarebbe cos sfuggito alla morte. Ma Elia non aveva scelta: tuttotava accadendo per colpa sua, e Gezabele voleva comunque la sua morte.E'stato un angelo del Signore a costringermi a parlare con il re Acab e ad annunciargli che non

  • 8/6/2019 Coelho Paolo - Monte Cinque

    4/95

    vrebbe piovuto finch Baal fosse stato adorato in Israele", disse, quasi chiedendo perdono per avererestato ascolto alle parole dell'angelo. "Ma Dio agisce lentamente; quando la siccit comincer aare effetto, la principessa Gezabele avr gi distrutto tutti coloro che saranno rimasti fedeli alignore."

    l levita non disse nulla. Stava riflettendo se convertirsi a Baal o morire in nome del Signore.Chi Dio?" prosegu Elia. "E'forse Lui che impugna la spada del soldato che uccide quanti non

    radiscono la fede dei nostri patriarchi? E'stato Lui a porre una principessa straniera sul trono delostro paese, in modo che tutte queste sventure potessero accadere alla nostra generazione? Dioccide i fedeli, gli innocenti, coloro che seguono la legge di Mos?"l levita prese la sua decisione: avrebbe preferito morire. A quel punto cominci a ridere, perch l'ideaella morte non lo spaventava pi. Si rivolse al giovane profeta al suo fianco e cerc diranquillizzarlo:Domandalo a Lui, giacch dubiti delle Sue decisioni," disse. "Io ho accettato ormai il mio destino."Il Signore non pu desiderare che siamo tutti spietatamente massacrati," soggiunse Elia.Dio pu tutto. Qualora si limitasse a fare soltanto ci che chiamiamo Bene, non potremmo definirlo

    Onnipotente. Egli dominerebbe soltanto una parte dell'universo, ed esisterebbe qualcuno pi potentei Lui, che sorveglia e giudica le Sue azioni. In tal caso, io adorerei questo qualcuno pi potente."Se Egli pu tutto, perch non risparmia dalla sofferenza coloro che lo amano? Perch non ci salva,nvece di concedere potere e gloria ai Suoi nemici?"Non lo so," rispose il levita. "Ma una ragione c', e spero di conoscerla presto."Non hai alcuna risposta per questa domanda."No, non ce l'ho."

    Rimasero in silenzio. Elia sudava freddo.Tu sei terrorizzato, ma io ormai ho accettato il mio destino," gli disse il levita. "Uscir e metter finequesta agonia. Ogni volta che sento un grido l fuori, io soffro, immaginando come sar quandoiunger la mia ora. Per tutto il tempo che siamo rimasti qui rinchiusi sono gi morto un centinaioi volte, e avrei potuto morire solo una volta. Giacch sar decapitato, che avvenga il piapidamente possibile."

    Aveva ragione. Elia aveva udito le stesse grida, e aveva gi sofferto al di l delle proprie capaciti resistenza.Vengo con te. Sono stanco di lottare per qualche ora di vita in pi."i alz e apr la porta della stalla, lasciando che il sole entrasse e mostrasse i due uomini nascosti.

    l levita lo prese per il braccio e cominciarono a camminare. Se non fosse stato per qualche grido ognianto, quello sembrava un giorno normale in una citt come tante altre: un sole non molto caldo, en venticello che proveniva dal lontano oceano, rendendo la temperatura gradevole, impolverate letrade e le case fatte di creta e paglia.Le nostre anime sono imprigionate dal