La provvidenza crudele. Lucano e la distruzione dei miti augusteiby E. Narducci

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  • La provvidenza crudele. Lucano e la distruzione dei miti augustei by E. NarducciReview by: Aldo LuisiAevum, Anno 56, Fasc. 1 (gennaio-aprile 1982), pp. 137-138Published by: Vita e Pensiero Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro CuoreStable URL: http://www.jstor.org/stable/20857540 .Accessed: 15/06/2014 20:57

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  • ANNUNZI BIBLIOGRAFICI 137

    Tito Livio, Storie, libri XXXVI-XL, a cura di A. Ronconi - B. Scardigli, ?Classici latini?, Unione Tip.

    - Ed. Torinese, Torino 1980. Un vol. di pp. 908.

    NelTIntroduzione, sono dapprima esposti gli antefatti (pp. 9-20), cioe i primi episodi della guerra tra Antioco III di Siria e Roma, la sconfitta di

    Filippo V di Macedonia a Cinoscefale e la succes siva pace, della quale Antioco approfitto, per estendere il proprio dominio al continente europeo. La ricostruzione dei fatti e minuziosa e sostenuta da copiosi riferimenti bibliografici, la critica storica sottolinea l'oggettiva impossibility d'una intesa tra le parti, dato anche il convergere di pesanti situazio ni collaterals Viene poi prospettato un Quadro gene rale dei libri XXXVI-XL (pp. 20-35). t una let tura ordinata dei cinque libri, che non sunteggia

    mo. La trama interpretativa s'ispira, di preferen za, alia Storia dei Romani, IV, del De Sanctis.

    Ampia attenzione h dedicata al processo dei Bac canali (1. XXXIX): vi si osserva l'emergere del

    l'insensata, atavica awersione per i culti misterici, sospettati di minare le strutture fondamentali dello

    stato; analoga awersione, si annota a p. 27, riaf

    fioro, piu tardi, nelle persecuzioni contro i cristiani. Nei paragrafo, l'esposizione degli avvenimenti s'in treccia spesso con osservazioni su Livio scrittore e, in particolare, sulla sua propensione a dramma

    tizzare, conferendo all'opera quel colorito tragico che Cicerone aveva raccomandato. Le pp. 35-37 sono dedicate alle Considerazioni sulle fonti di Livio: Polibio, soprattutto, al quale Livio accorda, ancora una volta, la preferenza; poi, gli Annalisti: Claudio Quadrigario e, con riserve, il meno atten dibile Valerio Anziate.

    La Nota bibliografica e saggiamente divisa in

    capitoli relativi agli avvenimenti, alle posizioni dei singoli studiosi, alia pentade tradotta, a pro blemi singoli e, infine, a problemi specifici. II testo poggia sull'edizione Weidmann-Miiller (rist. 1962), ma e riveduto ed emendato in numerosi

    luoghi, illustrati nelle Note critiche da A. Ronconi. Le note al testo sono di B. Scardigli. In calce, il volume offre un Indice dei nomi, allestito da Guido Lana.

    (A. Marastoni)

    E. Narducci, La provvidenza crudele. Lucano e la distruzione dei miti augustei, Giardini, Pisa 1979. Un vol. di pp. 170.

    II volume di E. Narducci fa parte della collana ? Biblioteca di Studi antichi?. In esso sono rifusi ? saggi, articoli e noterelle ? su Lucano pubblicati dalla stesso autore a par tire dal 1973. Rispetto ai contributi precedenti PA. conserva di Lucano una

    immagine complessiva pressocche* immutata; fatta salva la diversita di parere sulla sincerita del

    poeta latino a proposito dell'elogio di Nerone (nelle

    pp. 21 ss. 1'A. giustifica il suo cambiamento di

    opinione tracciando un'attenta sintesi delle eor renti e tendenze: pregevole la nota 17 di p. 22), l'A. conclude dicendo che ?Pelogio deve essere preso sui serio perche* contiene la formulazione di un

    programma poetico? (p. 25). ? convinzione di Narducci (ed anche mia) che la

    Pharsalia rappresenta ?Funico documento del

    Fideologia dell'opposizione repubblicana, cioe ari stocratica e senatoria, nei primo secolo delFimpe ro ?. Per validare tale posizione FA. ripropone la lettura del poema cercando nell'analisi interna una maggiore organicita e coerenza interpretativa.

    Nell'Introduzione FA. ricapitola i momenti sa lienti del dihattito sui poema lucaneo par ten do dal lavoro fondamentale di D. Nisard, fitudes de

    moeurs et de critique sur les pokes latins de la deca

    dence, che nei 1867 cercava di rivalutare Fopera di Lucano dal punto di vista stilistico. L'A. ripro pone in sintesi anche gli sforzi compiuti dai critici del Novecento, come E. Fraenkel (sulla fortuna di Lucano nei Medioevo), come A. Thierfelder (sui recupero degli intenti artistici di Lucano), come

    W. H. Friedrich (sulPideologia di Lucano), e B. M. Marti (sullo stoicismo di Lucano), tutti tendenti a chiarire l'epos cantato da Lucano e a indagare sui significato che esso assumeva in contrapposi zione alia tradizionale funzione celebrativa del

    Fepos virgiliano. Nei primo capitolo FA., nei delineare la vita e le

    opere di Lucano, pone in evidenza, e a giusta ragio ne, gli ideali di liberta a cui il giovane poeta anelava essendo stato educato in ambiente di aristocrazia senatoriale (dove i miti repubblicani erano tenuti in costante considerazione, p. 19), e i forti contrasti sorti con Fimperatore. L'A. ammonisce che alia base del dissidio con Nerone non c'era solo la pre sunta gelosia letteraria bensi il convincimento, anche se maturato in Lucano lentamente, delle tendenze assolutistiche del principe.

    Tale stato di cose convinse Lucano a dare la sua adesione alia congiura di Pisone e a ipotizzare, specie negli ultimi libri, un ?repubblicanesimo dalle tinte esasperate? (p. 23).

    Nei secondo capitolo FA. fa il punto sulla ideo

    logia e sulla tecnica allusiva di Lucano, partendo dai duri giudizi degli antichi sulla poeticita di Lu cano.

    Le accuse rivolte al poeta sono molte e l'A. ac cenna in particolare al giudizio espresso dal petro niano Eumolpo sull'uso smoderato delle Sententiae che Lucano utilizza nei suo poema, a quello piii autorevole di Quintiliano: ? Lucanus ... magis oratoribus quam poetis imitandus ? (X, 1, 90), di

    Macrobio e persino di Tasso il poeta del '500. Tali giudizi gettano ombre sui valore poetico di

    Lucano, ma trovano giustificazione se essi sono in

    quadrati nei dibattito piii ampio (secondo Fautore doveva essere molto vivo in quell'epoea) del rap porto Virgilio-Lucano, owero delle poetiche da loro seguite. Narducci si schiera apertamente a favore di Lucano sottolineandone Vindignatio nei confronti del modello. Sara lui il cantore del

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  • 138 ANNUNZI BIBLIOGRAFICI

    ? mito ? di Roma, non di quello della sua ascesa, ma di queDo del suo tragico declino. ? Prendendo

    posizione contro il mito virgiliano, Lucano si trova in pratica costretto a crearne uno opposto: il mito di un fato perversamente ostile a Roma e geloso della sua grandezza. Ecco allora la Pharsalia come anti-Eneide ? (p. 37). Per sconfessare Virgilio Lu cano sceglie la via del mutamento dell'oggetto. Egli non rielabora antiche favole ma resta fedele al dato storico recente, controllabile da tutti.

    La Pharsalia e organizzata secondo una disposi zione molto vicina alVEneide. Mentre questa si

    sviluppa seguendo una complessa serie di profezie che danno forza all'eroe troiano per affrontare i labores ai quali il fato lo sottopone (p. 39), Fanti

    mito di Lucano rinuncia all'apparato mitologico e

    preferisce seguire molto da vicino le fonti storiche dimostrando cosi di voler competere col modello

    virgiliano. Interessante il confronto tra Virgilio e Lucano a proposito di Priamo e Pompeo; FA., nella ricca nota 23 di p. 44, traccia un'apprezzabile sintesi storico-letteraria della tradizione poetica sui due personaggi. II tono aspro della nota 25

    (strali rivolti a C. Salemme, Lucano, i simboli e altro, ? Boll. St. Lat.?, VI (1976), p. 306) distrae il let tore dalla piacevole e scorrevole analisi che FA.

    presenta sul parallelismo di Priamo e Pompeo. Le pagine seguenti sono dense di riferimenti an

    tichi e FA. non tralascia di sottolineare opportuna mente le reminiscenze virgiliane che affiorano qua e la nei brani riportati. Da quello che apre il II li

    bro del poema (II, 4ss.) FA. trae lo spunto per par lare dello stoicismo di Lucano e del suo atteggia

    mento verso la prowidenza e il fato. Come appendice al II capitolo dedicato alFanalisi

    Pharsalia-Eneide Narducci aggiunge alcune consi derazioni sullo stile di Lucano e in particolare sulla tendenza espressionistica del poeta latino. Puntuali i riferimenti del testo e bibliografici e soprattutto pregevoli i paralleli con Virgilio; in questo Narducci mostra una padronanza assoluta della materia, una

    profonda conoscenza di entrambi gli autori e della relativa bibliograna.

    Nei terzo capitolo FA. si chiede chi e Feroe della Pharsalia: Cesare, Pompeo o Catone? II confronto con Feroe Enea, assoluto protagonista dell'epos virgiliano, non pud essere sostenuto in quanto nella Pharsalia la scelta delPargomento e la fedelta alia verita storica impediscono la concentrazione degli awenimenti intorno a un solo personaggio. Cesare ? acer et indomitus ? afferma la propria supremazia, aprendosi la strada attraverso la distruzione. Di carattere ?inpatiens ? (III, 453) affida la propria sorte alia Fortuna: ?te, Fortuna, sequor ? (I, 226) agendo sempre con ? furore et ira ?. Questi gli de menti costitutivi della prepotente personality di

    Cesare, un vero sowersivo, un folle, ma lucido

    ragionatore (p. 99). Al frenetico attivismo di Cesare Lucano con

    trappone la passivita di Pompeo: ?Stat, magni nominis umbra ? (I, 135). L'A. sottolinea il grande dramma vissuto dal personaggio e pone in risalto il mutare della Fortuna che, un tempo arnica, ora

    gli si rivolge contro: solo la morte potra ristabilire in Pompeo l'equilibrio morale rotto per il precipi tare degli eventi. Egli potra andare incontro al suo destino con fiera dignita in quanto b stato colpito da una sorta di ? provida sventura ? che gli con sentira una morte purificatrice. L'A. in nota 49

    (p. 119) richiama felicemente PAdelchi manzoniano a sottolineare il destino di Pompeo.

    Nei delineare la figura del terzo grande personag gio, Catone Uticense, l'A. tenta di recuperarne 1'immagine della virtii (? Cato ille virtutum viva

    imago ?, Seneca, Tranq. An., XX, 16,1) che i cri tici moderni hanno trascurato quasi completa

    mente. Seguendo il racconto di Lucano l'A. ripro pone il dibattito sui suicidio di Catone, considerato vero stendardo della resistenza contro la tirannia, che si accese all'indomani della sua morte. Parteci

    parono a questo dibattito: Cicerone, Gallo, Rufo, Irzio, Cesare e soprattutti Seneca dal quale Narduc ci cerca di ricavare un ritratto coerente di Catone e una giustificazione del suicidio. Seneca (Prov., VI, 7) insiste sui diritto del saggio al suicidio per salvaguardare la propria liberta interiore: ? saper

    morire h stato senza dubbio il piu grande dei suoi

    meriti, il suo alto titolo di gloria? (p. 135). Nei libro IX Lucano ripropone l'attualita di Catone esaltandone la virtu e la coerenza e definendolo ? par ens verus patriae ?, pur nella consapevolezza delTinsuccesso cui andra incontro.

    Segue una conclusione su ? Virgilio ritrovato ? con un confronto puntuale su passi di Lucano che richiamano Virgilio e un'appendice sulla fortuna di Lucano nelPantichita.

    Gli indici degli argomenti notevoli, dei passi citati e degli autori moderni chiudono il volume reso pre zioso dai riferimenti bibliografici puntuali, dalle osservazioni sull'ideologia di Lucano e dalla fre schezza delle immagini desunte da un'attenta ri lettura del poema che, in eta neroniana, ebbe la

    pretesa di contrapporsi alTepos tradizionale.

    Aldo Luisi

    P. Sabbatini Tumolesi, Gladiatorum Paria, Ed. di Storia e Letteratura, Roma 1980. Un vol. di pp. 179.

    II volume, che inaugura una nuova collana de stinata a diffondere le ricerche original! dei giovani studiosi dell'Istituto di Epigrafia e di Antichita

    greche e romane dell'Universita di Roma, si arti cola in due parti. Nella prima sono raggruppati in un catalogo tutti gli edicta munerum (annunci di

    spettacoli anfiteatrali), document at i a Pompei, nu

    merati progressivamente da 1 a 82. Tale catalogo, a sua volta, si articola in quattro capitoli: nei I

    (Edicta di personaggi variamente noti), sono com

    presi gli editores (cioe gli ?impresari? degli spet

    tacoli) piu o meno conosciuti nella prosopografia

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    Article Contentsp. 137p. 138

    Issue Table of ContentsAevum, Anno 56, Fasc. 1 (gennaio-aprile 1982), pp. 1-150Front MatterIL CONSULENTE NAVALE DI VIRGILIO PER L'"ENEIDE" [pp. 3-18]MISCELLANEAA NOTE ON ANCHISES' NAME [pp. 19-20]LE MANI DI ERACLE E L'EFFIMERO GERIONE (Stesicoro, fr. S11) [pp. 21-24]SAPPHO, fr. 31 LP: STRUCTURE AND CONTEXT [pp. 25-32]ALCUNE NOTE SUL VERBO IN ARISTOTELE [pp. 33-43]VARIAZIONI OMERICHE E CALLIMACHEE NEL CARME XVII DI TEOCRITO [pp. 44-57]PER UNA LETTURA RETORICA DELLE LETTERE PLINIANE SULL'ERUZIONE DEL 79 [pp. 58-62]L'EPITAFFIO DI FLORENZIO E GIOVANNI BERTACCHI [pp. 63-70]LE ACCEZIONI DELL'APPELLATIVO GALILEI IN GIULIANO [pp. 71-80]POSTILLE AL COMMENTO DEGLI EPIGRAMMI DI AGAZIA SCOLASTICO [pp. 81-82]SU DUE DOPPIONI DELL'ANTICO INDIANO [pp. 83-86]DELL'UNIT FORMALE, SEMANTICA E CULTUALE DELLA NOZIONE INDOEUROPEA DELLA LUCE DIURNA E NOTTURNA NEI TERMINI GRECI / [pp. 87-91]LE PREPOSIZIONI GOTICHE "FRAM, US, AF, AIRH" E LA LORO FUNZIONE AGENTIVA [pp. 92-106]SLAVO XDOG [pp. 107-109]

    RECENSIONIReview: untitled [pp. 110-113]Review: untitled [pp. 113-115]Review: untitled [pp. 115-115]Review: untitled [pp. 115-121]Review: untitled [pp. 121-122]Review: untitled [pp. 122-123]Review: untitled [pp. 123-124]Review: untitled [pp. 124-126]Review: untitled [pp. 126-127]Review: untitled [pp. 127-128]

    ANNUNZI BIBLIOGRAFICIReview: untitled [pp. 129-129]Review: untitled [pp. 129-129]Review: untitled [pp. 129-130]Review: untitled [pp. 130-131]Review: untitled [pp. 131-131]Review: untitled [pp. 131-132]Review: untitled [pp. 132-133]Review: untitled [pp. 133-134]Review: untitled [pp. 134-134]Review: untitled [pp. 134-136]Review: untitled...

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