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LORGANO ANTEGNATI 1588MAESTRI LOMBARDI TRA CINQUE E SEICENTO

COSTANZO ANTEGNATI (1549-1624)1 Ricercar del duodecimo tono 4:08

(LAntegnata intavolatura de ricercari dorgano

Venetia 1608)

2 Canzon La Poncarala 2:483 Canzon La Savalla 1:54

(Nova Musices Organic Tabulatura

Dritter Theil Basel 1627)

4 Ricercar del decimo tono 3:22(LAntegnata)

GIOVANNI CAVACCIO (15561626)5 Decimaquarta Canzon Francese 1:506 Ricercar secondo 2:127 Sesta Canzon Francese 2:258 Toccata quarta, detta La Licina 4:19

(Sudori Musicali accomodati in Partitura

& diuisi in tre parti Venetia 1626)

GIANDOMENICO ROGNONI TAEGIO(? 1626)

9 Canzon LHomodea 2:4010 Canzon La Gallia 2:3011 Canzon La Biuma 2:33

(Partito delle Canzoni a 4 & 8 voci Milano 1605)

GIOVAN PAOLO CIMA (1570ca-1630)12 Ricercar sesto 3:4413 Canzon La Pace 1:5814 Capriccio 2:0315 Fantasia 2:50

(Partito de Ricercari, & Canzoni alla Francese

Milano 1606)

ANDREA CIMA (sec. XVII)16 Canzon La Novella 2:05

(Partito)

ANONIMO (sec. XVII)17 Pastorale 3:13

(Archivio del Duomo di Como, MS AA-42)

TARQUINIO MERULA (15951665)18 Intonazione cromatica

del quarto tono 3:06(Berlin, Deutsche Staatsbibliothek,

MS Lbbenau Lynar A2)

19 Capriccio 2:27(Leipzig, Stdtische Musikbibliothek, MS II.2.51)

20 Canzon del quinto tono 1:4821 Toccata del secondo tono 3:31

(Berlin)

Luigi Panzeri, organo

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uando nel 1588 gli Antegnatiportarono a termine la costru-zione dellorgano di SantaMaria della Consolazione diAlmenno detta di San Ni-

cola larte musicale stava vivendo un periododi profondi cambiamenti: la ricerca di propor-zione, di equilibrio, di chiarezza, espressionidegli ideali di classicit del Rinascimento, ve-niva pian piano soppiantata dalle nuove ten-denze espressive del Barocco; le severe regole delcontrappunto, cardini del perfetto stile polifo-nico, iniziavano ad essere sostituite dai freschielementi innovativi propri della seconda prattica.

LItalia era considerata la patria della musica.

In Lombardia musicisti di primordineesercitavano la propria professione presso cap-pelle e cattedrali e gli Antegnati, allapice del-lattivit, impreziosivano con i loro strumentichiese e monasteri, contribuendo in tal modoallo splendore di quel mondo musicale colto eraffinato.

Accanto allimportante attivit di orga-naro, Costanzo Antegnati (1549-1624), lespo-nente pi illustre della celebre famigliabresciana, coltiv con maestria, eleganza, fanta-

sia, larte del comporre e, al tempo stesso, rico-pr per pi di un ventennio il posto di organistanella cattedrale di Brescia.

Ottavio Rossi osserva che nei Ricercari an-tegnatiani si trova grandissimo artificio di scienzanon ordinaria e, riguardo alla tecnica impiegata,aggiunge che i moderni la stimano uno stile antico.Caratterizzate da un movimento imitativo rigo-roso, queste pagine composte, severe, dotate difascino e di unimpeccabile finezza stilistica, pre-sentano spesso anche una sezione virtuosistica.La parte conclusiva del Ricercar del duodecimotono, per ampiezza e libert di fraseggio, assumeaddirittura limportanza di una Toccata.

Il maestro bresciano si situa tra i codifica-tori della Canzone quale forma strumentale au-tonoma, definitivamente svincolata dai modellivocali. Le Canzoni alla Francese dellAntegnati,concepite per essere eseguite con ogni sorta distrumenti, esibiscono una scrittura movimen-tata, permeata di ricchezza ritmica, variet mo-tivica e passaggi che non hanno solamente unpuro scopo ornamentale, ma sono parte inte-grante del discorso polifonico.

Da Costanzo, nellIndice delli Organicontenuto nellArte Organica (1608), appren-

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diamo che un organo Antegnati era di proprietdel Signor Giovanni Cavatio, Maestro di Capella diS. Maria Maggiore a Bergamo.

Coevo della stagione organistica tardorina-scimentale, Giovanni Cavaccio (1556-1626),grandemente apprezzato dai suoi contempora-nei, sviluppa nella sua produzione strumentaleaspetti del primo barocco. I Sudori Musicali(1626) evidenziano infatti una scrittura contrap-puntistica non sempre lineare.

Se i Ricercari e le Canzoni alla Francesesono essenzialmente rivolti allideale cinquecen-tesco, meno conservatrici e particolarmentedegne di nota risultano invece le Toccate. Al-quanto originali, gravi, secondo la definizionedellautore, non possono essere collocate ac-canto alle sincrone forme musicali che vannosotto questo nome, perch prive di figurazionilibere e veloci. La Toccata quarta, intitolata adun membro della famiglia Licini, ricca di dis-sonanze inusuali e arditezze armoniche.

Stabilitisi a Milano dopo lespulsione dallaVal Taleggio (Bergamo), avvenuta per mano delgoverno veneto della Serenissima, i Rognoni, ri-tenuti tra i pi rappresentativi musicisti mila-nesi dellepoca, furono attivi nel capoluogo

lombardo in particolare alla corte ducale acavallo fra Cinque e Seicento. GiandomenicoRognoni Taegio (?-1626), sacerdote e organista diS. Marco, inizi ad aggiungere sempre al co-gnome il nome della vallata dorigine. Nella suaproduzione sacra e profana spiccano le Canzonipubblicate nel 1605, ricche di fresca inventiva,naturale cantabilit, spesso sviluppate in dia-loghi concatenati, le quali apportano unsignificativo contributo alla letteratura polistru-mentale del periodo.

Giovan Paolo Cima (1570ca-1630), mila-nese, fu organista di Santa Maria dei Miracolipresso San Celso, nella citt natale. A lui il fran-cescano Camillo Angleria e il benedettinoAdriano Banchieri dedicarono due opere dicontrappunto.

I Ricercari contenuti nel Partito del 1606

si snodano sullandamento ordinato di quattro

voci scandite da un fluido e ininterrotto movi-

mento contrappuntistico, condotto con mae-

stria. Le Canzoni, divise in brevi sezioni

contrastanti, mostrano legami con la tradizione,

connessa soprattutto allinflusso di Vincenzo

Pellegrini. Anche il Capriccio e la Fantasia non

si discostano dagli elementi sopraccitati.

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Ben poco invece si conosce della vita diAndrea Cima, fratello di Giovan Paolo, attivo aMilano e probabilmente a Bergamo. PubblicConcerti a due, tre e quattro voci (1614, 1627),mottetti e altre composizioni vocali sacre. La vi-vace Canzon La Novella contenuta nella rac-colta del 1606 di Giovan Paolo.

NellArchivio del Duomo di Como sonoconservate diverse composizioni per strumentoa tastiera, manoscritte e senza titolo, di autorianonimi seicenteschi. Una di queste, che puessere definita Pastorale, sviluppata con ri-cercatezza sul conosciutissimo tema della Gi-rolmetta e si inserisce pienamente nel solcodella tradizione del caratteristico genere natali-zio, iniziato quantomeno per iscritto da Gi-rolamo Frescobaldi col suo Capriccio fattosopra la Pastorale.

Musicista di primissimo piano originariodi Busseto (Parma), Tarquinio Merula (1595-1665) svolse la sua attivit dapprima a Lodi, poipresso la corte del re di Polonia e Svezia, a Cre-mona, a Bergamo, a Venezia e di nuovo a Cre-mona.

Nelle sue composizioni organistiche, col-locabili nella produzione del primo Seicento, la

solida esperienza contrappuntistica si fonde mi-rabilmente con il nuovo gusto estroso e concer-tante del Barocco. Bellissima lIntonazionecromatica del quarto tono, ricca di remini-scenze frescobaldiane e dei maestri nordici (Fan-tasie in eco). Avvincente e sempre in costantetensione ritmica e armonica il Capriccio. Spi-gliata e brillante la Canzon del quinto tono.Singolare e originale la Toccata del secondotono, che ci mostra un modo sufficientementenuovo di intendere la forma; in essa i raddoppidi ottava, le sincopi, le ottave spezzate introdu-cono, attraverso una ricca cadenza, ad una se-zione in stile imitativo.

Chiss quante volte le campane diSan Nicola hanno scandito le varie festivit li-turgiche e annunciato linizio delle funzioni re-ligiose. Il loro suono coinvolgente prodottoin questa registrazione per mano del Signor An-gelo Rota diffonde ancor oggi un particolaremessaggio e contribuisce allimmaginazione sug-gestiva tra strumento musicale e contesto am-bientale.

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Lo strumento, collocato in cantoria sopra la

quinta cappella a destra della navata, in cassa li-

gnea intagliata e dorata munita di portelle con

tele dipinte intus et extra, venne costruito nel

1588, a un secolo esatto dalla posa della prima

pietra della chiesa e settantanni dopo la sua

consacrazione.

Costanzo Antegnati, rappresentante picelebre della nobile dinastia di organari e autoredel manufatto allorch nella bottega aveva ma-neggio & cura sotto la guida del padre Grazia-dio, ne fa chiara menzione ne LArte Organica,il suo famoso trattato.

Presumibilmente attorno alla met del Set-tecento lorgano fu sottoposto ad un radicaleintervento di manutenzione e alloriginale di-sposizione fonica vennero aggiunti due nuovitimbri: il Cornetto e i Contrabassi. Lautore del-loperazione ignoto, ma certamente di scuolalombarda.

Verso la fine dellOttocento per il gloriosoAntegnati inizi una parabola discendente: giagli inizi del